Intervista a Enrico Ferraris, Responsabile Product Privacy & Ethics PagoPA
INTERVISTE
Transizione Sostenibile, innovazione e digitalizzazione
Abstract
In un momento cruciale per la trasformazione digitale del nostro Paese, emergono domande fondamentali: quali priorità dobbiamo affrontare, e come possiamo valorizzare tecnologie come l’Intelligenza Artificiale per garantire crescita e sostenibilità? Abbiamo intervistato Mario Nobile, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), per approfondire queste tematiche. Nobile, a capo dell’ente responsabile per il coordinamento della digitalizzazione in Italia, offre una visione chiara sulle sfide e opportunità che il Paese deve affrontare per recuperare competitività sul piano internazionale.
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L’Italia sta affrontando una fase cruciale nel suo percorso di digitalizzazione. Quali sono, secondo lei, le priorità su cui il Paese deve concentrarsi per accelerare questa trasformazione?
L’Italia deve concentrarsi su tre aspetti chiave: gli elementi abilitanti della digitalizzazione (come per esempio connettività, cloud e modelli fondativi di Intelligenza Artificiale), le infrastrutture tecnologiche e l’applicazione pratica della tecnologia nei settori strategici. Quest’ultimo aspetto è quello che dobbiamo cogliere con una certa urgenza, perché sul fronte abilitante e infrastrutturale – nonostante a livello europeo non sia stata sfruttata pienamente la possibilità di avviare un ecosistema comune – stiamo recuperando, grazie anche alle risorse del PNRR. Occorre, quindi, investire in progetti mirati che ottimizzino processi nei settori come la sanità, l’agroalimentare, la manifattura, il turismo e la mobilità. Infine, ma non meno importante, è necessario aumentare le competenze digitali, puntando su programmi formativi e riconversione del capitale umano per sostenere la transizione tecnologica.
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In un panorama globale dominato da colossi tecnologici, come possono le piccole e medie imprese italiane sfruttare l’Intelligenza Artificiale senza rimanere schiacciate dalla competizione internazionale?
Le PMI italiane possono sfruttare l’Intelligenza Artificiale puntando su modelli verticali specializzati. Invece di competere con i grandi colossi globali che dominano i modelli generalisti, le PMI possono focalizzarsi su soluzioni specifiche per la loro catena del valore. Ad esempio, applicazioni AI per il settore manifatturiero, come campionari adattati ai mercati globali, o ottimizzazioni nei trasporti e nella sanità, rappresentano una grande opportunità. Questo approccio consente alle imprese di massimizzare la produttività senza necessità di investimenti ingenti.
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Molti temono che l’Intelligenza Artificiale possa minacciare posti di lavoro tradizionali. Qual è il suo punto di vista su questo tema e quali strategie ritiene fondamentali per garantire una transizione sostenibile?
L’Intelligenza Artificiale cambierà inevitabilmente la natura di alcuni lavori, specialmente quelli più ripetitivi, ma non porterà, anche secondo studi internazionali, a una riduzione complessiva dell’occupazione. Il fattore determinante sarà la riconversione delle competenze. In molti casi, come nei trasporti o nella gestione legale, l’AI affiancherà i professionisti anziché sostituirli, aumentando precisione ed efficienza. È fondamentale, quindi, accompagnare la transizione con investimenti in formazione e riqualificazione, rendendo i lavoratori capaci di gestire e supervisionare i nuovi sistemi automatizzati.
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Considerando il ritardo accumulato dall’Italia sugli elementi abilitanti della digitalizzazione, come cloud e Intelligenza Artificiale, quali settori o applicazioni ritiene possano rappresentare un’opportunità concreta per recuperare competitività sul piano internazionale?
L’Italia può concentrarsi su settori strategici dove l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale può offrire vantaggi concreti e immediati. Nella sanità, per esempio, l’AI può essere utilizzata per migliorare la radiodiagnostica e ottimizzare le risorse, come per esempio l’organizzazione delle visite specialistiche in modo da non lasciare inoperativi i macchinari e sfruttarli al massimo delle loro potenzialità. Anche nei trasporti, l’integrazione dell’AI nella logistica e nella pianificazione intermodale rappresenta un’opportunità significativa, mentre nell’agroalimentare, le tecnologie possono migliorare la qualità e la tracciabilità dei prodotti. Questi ambiti, non completamente coperti dai grandi colossi tecnologici, offrono spazi di innovazione per l’Italia e possibilità di crescita per le piccole e medie imprese.
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