INTERVISTE

| Dic 21, 2024

Intelligenza Artificiale e responsabilità aziendale: tra innovazione e regolamentazione

L’intervista a Sergio Marini, Responsabile Implementazione Dovere di Vigilanza Gruppo LVMH, durante i Legal Innovation Days
dall’evento “Legal Innovation Days”

Abstract

Con l’esplosione dell’AI e l’entrata in vigore di nuove normative, il perimetro di responsabilità delle imprese si estende al di là dei propri confini interni, includendo l’intera catena del valore. Durante i Legal Innovation Days, l’evento organizzato dal Gruppo 4c e TeamSystem e dedicato alle tematiche più disruptive del mondo legale, Sergio Marini ha approfondito il tema esplorando come le imprese in Italia e in Francia si stiano preparando al cambiamento.

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Il quadro normativo europeo per uno sviluppo tecnologico responsabile

In Europa si sta facendo sempre più strada la necessità di una visione più olistica e responsabile dell’innovazione tecnologica. Va in questa precisa direzione l’AI Act entrato in vigore lo scorso 1° agosto: attraverso un approccio risk-based (maggiore il rischio, maggiori le responsabilità), vengono stabiliti gli obblighi in carico agli sviluppatori e agli utilizzatori di sistemi di Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è prevenire rischi significativi per la salute, i diritti fondamentali e la democrazia attraverso l’introduzione di requisiti rigorosi per i sistemi ad alto rischio e il divieto su quelli considerati a rischio inaccettabile (approfondisci anche nell’intervista “La cybersecurity nell’epoca dell’AI“).

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La responsabilità lungo la catena di fornitura

La responsabilità delle imprese tuttavia non si esaurisce all’interno del perimetro strettamente aziendale. La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D), in vigore dal 26 luglio, introduce infatti per alcune categorie di imprese:

  • Due diligence obbligatoria sulla supply chain: identificare e gestire i rischi legati ai diritti umani e all’ambiente lungo l’intera catena di approvvigionamento;
  • Rendicontazione: mappatura chiara delle misure adottare per prevenire e mitigare tali rischi.

È interessante notare come la Direttiva incoraggi proprio l’uso di tecnologie per migliorare la trasparenza e l’efficacia della rendicontazione.

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Verso una rendicontazione ESG standardizzata

Un’altra direttiva estremamente rilevante che spinge le imprese a ripensare i propri processi è la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), in vigore da gennaio 2023 e di recente recepita nell’ordinamento nazionale. Obiettivo della direttiva è rendere più trasparente la comunicazione delle performance ESG delle imprese chiamate a redigere un bilancio di sostenibilità che includa informazioni dettagliate sull’impatto delle loro attività su persone e ambiente. L’introduzione di standard di rendicontazione unici a livello europeo garantisce una maggiore comparabilità e affidabilità delle informazioni.

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L’Intelligenza Artificiale come alleato strategico

Il quadro normativo europeo chiede insomma alle aziende uno sforzo significativo in termini di mappatura delle proprie attività e delle organizzazioni comprese all’interno della propria catena di fornitura, con un focus importante sulla prevenzione e la mitigazione dei rischi.

In questo percorso, è proprio l’AI a poter rappresentare un importante alleato: la sua capacità di analizzare enormi quantità di dati, monitorare in tempo reale supply chain anche molto complesse e automatizzare processi di raccolta ed elaborazione di informazioni sarà fondamentale per affrontare le sfide di compliance future.

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