Intervista a Enrico Ferraris, Responsabile Product Privacy & Ethics PagoPA
INTERVISTE
La consulenza del lavoro è a un bivio?
Abstract
In questa intervista, Marco Degan, Presidente ANCL Regione Veneto, delinea una visione pragmatica e lungimirante dell’evoluzione della consulenza del lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Con lucida consapevolezza, Degan evidenzia come l’integrazione dell’AI non rappresenti una scelta opzionale, ma una trasformazione necessaria e irreversibile per gli studi professionali. L’intervista mette in luce un aspetto cruciale spesso trascurato: l’importanza di considerare lo “studio professionale” come un sistema organico, dove l’innovazione tecnologica deve permeare ogni livello operativo.
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Presidente, quali competenze ritiene fondamentali per i consulenti del lavoro al fine di integrare efficacemente l’AI nelle loro attività quotidiane. Come l’ANCL Veneto sta facilitando l’acquisizione di queste competenze?
La premessa alla sua domanda è la seguente: l’AI cambierà radicalmente il modo di lavorare. Sarà una “scelta” obbligatoria e irreversibile. L’AI è uno strumento che, in quanto tale, va conosciuto per essere utilizzato al meglio per aiutarci a mantenere e/o aumentare la competitività nel mercato degli studi professionali, elevandone la qualità dei servizi offerti.
Le competenze richieste, come ben sappiamo, sono tante e multidisciplinari. Con riferimento alla domanda, quelle strategiche, a mio giudizio, potrebbero essere:
- Conservare sempre un PENSIERO CRITICO sulle risposte date dall’AI, sviluppando la capacità di selezione delle fonti più appropriate.
- VISIONE, ossia la capacità di comprendere come integrare l’AI nei processi di studio al fine di migliorarne l’efficienza.
- Competenze COMUNICATIVE legate alla capacità di spiegare concetti innovativi e presentarne i benefici al personale dello Studio.
- Competenze legate alla GESTIONE DEL CAMBIAMENTO, ovvero assicurarsi che tutti i componenti dello studio siano allineati e motivati nell’utilizzarla.
- Competenze LEGALI, ovvero quelle legate alla protezione dei dati.
Come Consiglio Regionale ANCL del Veneto, abbiamo proposto agli Associati, nello scorso mese di dicembre, un percorso di sensibilizzazione/formazione denominato “ANCL FOR FUTURE” sull’utilizzo dell’AI, dal taglio teorico-pratico e che andrà ad approfondire come utilizzare le principali piattaforme di AI presenti sul mercato all’interno degli Studi. Un percorso che ha nello studio professionale il suo “centro vitale”. Quindi, non solo il/i professionisti/i saranno oggetto di formazione, ma bensì tutto il loro staff.
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In che modo l’Intelligenza Artificiale può migliorare l’efficienza operativa degli studi di consulenza sul lavoro e quali sono gli ambiti specifici in cui vede un impatto più significativo?
L’AI potrà essere utilizzata in tantissimi ambiti all’interno degli studi. Ambiti futuri che ad oggi non comprendiamo pienamente. I processi decisionali dei Professionisti si evolveranno grazie all’AI. I Professionisti potranno probabilmente concentrarsi sulla valutazione critica delle alternative proposte, integrando le stesse con la loro esperienza e conoscenza del contesto nel quale sono chiamati ad operare. All’interno degli studi poi, la si potrà utilizzare per scrivere documenti e/o correggere gli stessi, rispondere ad e-mail usando lo stile ritenuto più consono, fare simulazioni di conteggi e confrontarsi fra vari testi/documenti, tradurre testi in mappe concettuali, in sintesi e schemi. Permetterà di automatizzare le attività più ripetitive.
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Come affrontare le possibili resistenze culturali o operative all’interno degli studi professionali riguardo all’adozione dell’Intelligenza Artificiale e quale ruolo può svolgere l’ANCL Veneto in questo processo di cambiamento?
Parto dalla fine della domanda: l’ANCL non può che svolgere, in prima battuta, la funzione di soggetto sensibilizzatore/facilitatore e di divulgatore di iniziative che hanno come scopo quello di introdurre negli studi l’utilizzo dell’AI. Se avete notato, parlo di Studi di Consulenza e non mai dei soli professionisti. Perché questa mia specificazione? Perché è il “sistema studio” che si approccia al mercato. A competere nel mercato è lo studio e non il singolo professionista, questo almeno negli studi di Consulenza del Lavoro. L’essersi rivolti nel percorso “ANCL FOR FUTURE” agli studi, nella loro complessità strutturale/organizzativa, è un fatto virtuoso perché alla base c’è una visione più estesa rispetto alla previsione dei soli professionisti.
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