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| Mar 27, 2025

Il Senato approva il disegno di legge sull’Intelligenza Artificiale

Verso una normativa italiana per l’AI. Formazione e trasparenza principi chiave

Abstract

Lo scorso 20 marzo il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge n. 1146 sull’Intelligenza Artificiale, un provvedimento che punta a regolamentare l’uso dell’AI in Italia con un approccio etico e responsabile. Il testo, composto da 26 articoli, definisce principi fondamentali per la ricerca, lo sviluppo e l’adozione di sistemi IA nel rispetto dei diritti fondamentali e delle normative europee.

di Redazione 4cAi

I punti chiave del disegno di legge e la sua portata innovativa

Il disegno di legge stabilisce regole chiare per l’uso dell’AI nei settori strategici del Paese, garantendo sicurezza, trasparenza e controllo umano. Alcuni dei punti chiave:

  • Governance nazionale dell’IA: vengono istituite due autorità nazionali per l’AI presso l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), con il compito di monitorare e applicare la normativa;
  • Sostegno all’innovazione: il ddl prevede incentivi fiscali e fondi per startup e PMI italiane che operano nel settore dell’AI;
  • Tutela dei diritti e contrasto agli abusi: viene introdotta una disciplina per la protezione del copyright e nuove sanzioni penali per l’uso illecito dell’AI, come la manipolazione di contenuti digitali o l’uso fraudolento di dati.

 

Formazione e trasparenza: due pilastri fondamentali

Il disegno di legge pone particolare attenzione a due principi fondamentali: la formazione e la trasparenza, citandole a più riprese e riconoscendo che un utilizzo etico e responsabile dell’IA dipende in larga misura dalla consapevolezza e dalla preparazione di chi la sviluppa e la utilizza.

 

Formazione

L’impatto dell’AI sul mondo del lavoro e sulla società è ormai evidente a chiunque. Per questo motivo, il disegno di legge prevede un ampio piano di formazione per studenti, lavoratori e professionisti:

  • Scuole e università: il ddl promuove l’inserimento nei piani didattici personalizzati degli istituti secondari di secondo grado di attività «volte all’acquisizione di ulteriori competenze» (art. 22, comma 2), con l’obiettivo di formare esperti nel settore e garantire una preparazione adeguata per le future generazioni;
  • Aggiornamento professionale: viene istituito un osservatorio con il compito di «definire una strategia sull’utilizzo dell’in­ telligenza artificiale in ambito lavorativo, monitorare l’impatto sul mercato del lavoro e identificare i settori lavorativi maggior­ mente interessati dall’avvento dell’intelli­ genza artificiale. L’Osservatorio promuove la formazione dei lavoratori e dei datori di la­ voro in materia di intelligenza artificiale» (art. 12, comma 1). Vengono quindi promossi programmi di formazione continua per i lavoratori, con corsi di specializzazione mirati per le professioni più esposte all’automazione e alla digitalizzazione;
  • Formazione pubblica e aziendale: le pubbliche amministrazioni e le imprese saranno incentivate a organizzare corsi interni sull’uso etico dell’IA, garantendo che il personale comprenda le implicazioni legali e tecniche di questa tecnologia (art. 12, comma 1; art. 14, comma 3);
  • Ordini professionali e associazioni di categoria: il testo prevede che gli ordini professionali e le associazioni di categoria promuovano iniziative formative per sensibilizzare i propri iscritti all’uso consapevole dell’IA nei diversi ambiti lavorativi (art. 24, comma 2.f).

 

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Trasparenza

Un altro punto centrale del disegno di legge è la trasparenza, considerata essenziale per assicurare un uso equo e responsabile dell’IA. Evidenziamo alcuni passaggi chiave:

  • Principi generali: il ddl stabilisce che «lo sviluppo di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale per finalità generali avviene su dati e tramite processi di cui deve essere garantita e vigilata la corret­tezza, l’attendibilità, la sicurezza, la qualità, l’appropriatezza e la trasparenza, secondo il principio di proporzionalità in relazione ai settori nei quali sono utilizzati» (art. 3, comma 2);
  • Chiarezza nelle decisioni automatizzate: tutti i sistemi IA utilizzati in ambito pubblico e privato dovranno essere progettati per garantire la tracciabilità delle loro decisioni (art. 14, comma 1). I cittadini e le imprese avranno il diritto di sapere quando un processo decisionale è affidato a un algoritmo e di ottenere spiegazioni sulle modalità di funzionamento del sistema. Dovranno essere rese note le modalità di utilizzo, specificando finalità, dati utilizzati e limiti del sistema;
  • Trasparenza nelle professioni intellettuali: il ddl specifica il dovere per i professionisti di comunicare ai soggetti destinatari della prestazione tutte le informazioni rela­tive ai sistemi di intelligenza artificiale uti­lizzati «con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo» al fine di «assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente» (art. 13, comma 2);
  • Diritto di opposizione: il ddl introduce il diritto per i cittadini di opporsi al trattamento dei propri dati da parte di sistemi IA in determinate situazioni, rafforzando così la protezione della privacy (art. 4, comma 3);
  • Audit e controlli: le Autorità Nazionali per l’IA avranno il compito di effettuare controlli periodici sui sistemi ad alto rischio, verificando che rispettino gli standard di sicurezza e trasparenza previsti dalla normativa.

 

Integrazione con il quadro normativo UE sull’intelligenza artificiale

Le disposizioni previste dal disegno di legge n. 1146 «si interpretano e si applicano conformemente al regolamento (UE) 2024/1689», cosiddetto AI Act. Tuttavia, il provvedimento nazionale enfatizza alcuni aspetti specifici:

  • Autorità nazionali di controllo: l’AI Act europeo non impone agli Stati membri di istituire specifiche autorità nazionali per il monitoraggio dell’IA. Il ddl italiano ne nomina però ben due, che avranno il ruolo di vigilanza e applicazione della normativa sul territorio nazionale;
  • Sanzioni penali: mentre l’AI Act prevede un quadro sanzionatorio amministrativo per le violazioni, il ddl italiano introduce sanzioni di carattere penale per l’uso illecito dell’AI, in particolare per la manipolazione dei dati e l’uso fraudolento degli algoritmi in contesti sensibili;
  • Adeguamento futuro: la legge stabilisce che il governo dovrà aggiornare e armonizzare il quadro normativo italiano alle future evoluzioni dell’AI Act, garantendo un costante allineamento con la disciplina europea.

Queste modifiche rendono la normativa italiana un’estensione più dettagliata del regolamento UE, senza creare divergenze ma rafforzando alcuni principi chiave a livello nazionale.

 

Prossimi passi nell’iter legislativo

Dopo l’approvazione in Senato, il disegno di legge passerà ora alla Camera dei Deputati per la discussione e la definitiva approvazione. Una volta entrato in vigore, il governo avrà un anno di tempo per adottare i decreti legislativi necessari ad armonizzare la normativa italiana con il quadro europeo. Inoltre, è prevista una revisione biennale della Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, con il coordinamento del Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

Con questo provvedimento, l’Italia compie un passo decisivo nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, puntando su un utilizzo etico e sicuro della tecnologia, in linea con gli standard europei ma con un’attenzione particolare alle specificità nazionali.

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